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Andrea de Carvalho “BARYONS”

Continua presso la Wonderwall Art Gallery, dal 1 Dicembre 2015 al 10 Gennaio 2016, “BARYONS”, una mostra dedicata all’artista Andrea de Carvalho, autrice di opere grandiosamente sature, figura eclettica e avanguardista del panorama artistico contemporaneo.

L’esposizione, a cura di Manuela Esposito  con la collaborazione di Caterina Ianni e Antonino Stinga, realizzata con il patrocinio del Comune di Sorrento, offre una visione profondamente suggestiva sulle opere dell’artista brasiliana caratterizzate dall’uso distinto di materiali, come ceramica, ferro, pittura e object trouvé. In mostra saranno presentate opere inedite e altre precedentemente esposte alla III Biennale di Malindi e alla 54°Biennale di Venezia. Una rassegna che conferma l’impegno della città di Sorrento per la diffusione della cultura internazionale e che vede la presenza ispiratrice di un’artista internazionale la cui espressione creativa mantiene forte e vitale il rapporto con l’arte tradizionale del nostro Paese.

Per l’occasione, ancora una volta la Wonderwall Art Gallery si trasformerà in uno scenario metafisico dove l’artista interverrà e presenterà il suo universo creativo, un viaggio attraverso le sue sculture in un’atmosfera magica e enigmatica. Andrea de Carvalho, guidata da un’impetuosa forza espressiva, mette le sue mani sapienti al servizio della creazione:

“Baryons costituisce l’emblematico racconto d’innumerevoli rinascite. L’artista brasiliana Andrea de Carvalho, guidata da una poietica forza espressiva, pone le sue mani sapienti al servizio della creazione. Un imperativo attraverso cui elargisce di nuova esistenza ciò che è stato usato, dismesso, abbandonato. La riformulazione di metaforici detriti d’umanità, che una vota riemersi dall’oblio, si trasformano in emozione incontrollata.

Assemblare diventa un’esperienza irripetibile, il cui risultato si concretizza nell’inscindibilità delle parti, articolate secondo un principio compositivo d’armonia. Una gestualità, quale atto creativo in cui l’artista, sciamano di questo rituale, utilizza materiali saturi di suggestioni legate a vite trascorse, fruite attraverso diversi gradi di temporalità. Opere in cui riaffiorano “simultaneamente” ricordi di viaggi, la propria identità culturale d’origine, unita a quella adottiva italiana, sino ad un forte legame con l’arte, vissuto già dall’infanzia attraverso l’esempio della madre pittrice. Una condizione apparentemente viziata dal Caos che l’autrice domina seguendo un predefinito progetto compositivo.

 

ANDREA DE CARVALHO, Baryons 2015, ceramica smaltata, carta

ANDREA DE CARVALHO, Baryons 2015, ceramica smaltata, carta

L’opera Baryon, costituisce l’emblematica espressione del riformulare e ricomporre; un mosaico moderno, dalle più ammalianti sembianze, in cui coesistono all’unisono differenti identità culturali e/o materiali. L’immobilismo plastico di silenziosi automi metafisici, si sposa alla citazione di figure dall’enigmatica presenza e all’uso di materiali frammentati. Un manichino in ceramica, su cui si adagia una sagoma misteriosa, indossa un’ampia gonna composta da ritagli di stoffa-giornale. L’espressione di una perfetta armonia creativa, il cui comune denominatore è il lirismo espressivo di Andrea, capace di rendere le sue opere attuali e comunicative, senza mai lasciarle vincolate o schiave di una realtà remota, sconosciuta, irraggiungibile, come nella poetica surrealista.

L’esperienza di un’emozionante bellezza votata all’eccesso, poiché scandita dal ritmo compositivo di svariati materiali, figure, oggetti, colori o simboli, capaci di coesistere attraverso un unico respiro vitale, quello dell’artista.Un gigantesco cuore dal titolo Il Tempo che passa diviene l’esplosione vibrante di elementi che rappresentano quelle metaforiche note di una sinfonia formale, in cui potranno convivere termini dissonanti, contrari, senza intaccarne l’unità compositiva.

ANDREA DE CARVALHO, Coraçao Explosivo  , ceramica terzo fuoco,  rete di ferro, materiali vari

ANDREA DE CARVALHO, Coraçao Explosivo , ceramica terzo fuoco, rete di ferro, materiali vari

 

Ed ecco esplosivi diventare il substrato di questo cuore gigante, ed ancora smalti, forchette, coltelli, bulloni, monete, nastri, trasformarsi in parti anatomiche di volti in cui riconoscere primitive sagomeost-moderne come nel ciclo delle Cabeças.              

ANDREA DE CARVALHO, Cabeça Dinheiro, ceramica terzo fuoco

ANDREA DE CARVALHO, Cabeça Dinheiro, ceramica terzo fuoco

 

ANDREA DE CARVALHO, Cabeça, ceramica terzo fuoco

ANDREA DE CARVALHO, Cabeça, ceramica terzo fuoco

 

                 

Mezzi busti in ceramica con lussuosi colori: dal rosso, all’oro e dal bianco al nero, in cui l’artista s’ispira a totem di civiltà primitive, per realizzare queste divinità contemporanee. Forme in cui l’applicazione di oggetti usuali, privati della loro funzione originaria, diverranno l’apparato decorativo di queste sculture. Un grandioso meccanismo della creazione esperito nel concetto di metamorfosi, rivelata attraverso una manualità in fieri. L’artefice, nel plasmare la materia, ora sotto forma di ceramica da modellare, ora di ritagli da ricucire o assemblare, vede comparire un’immagine definitiva, in cui si mescolano le più svariate suggestioni, forme, citazioni. Un atteggiamento che Andrea ha ereditato anche dall’ identità multiculturale del suo Brasile, riassumibile nell’significativo concetto di “tropicalismo”, utilizzato in funzione di un’estetica barocca dello stupore e dell’eccesso. Una poetica, il cui tratto distintivo si concretizza nella ricerca di un dinamismo formale sperimentato sin dall’uso di colori potentissimi, o materiali in grado di riflettere la luce.
In questo modo l’effetto di splendore movimenta l’intera composizione di un gigantesco lampadario barocco, così come l’utilizzo di pose, in sospensione tra l’oblio e l’essere al mondo, dinamizza la composizione formale di molti lavori, tra cui l’ironica serie delle mani in ceramica. Dei soggetti che sembrano voler trasmettere questo desiderio di esistere sotto forma di una gestualità estremamente comunicativa.

 

 

ANDREA DE CARVALHO, Mani 2015, ceramica smaltata terzo fuoco in oro e platino

ANDREA DE CARVALHO, Mani 2015, ceramica smaltata terzo fuoco in oro e platino

 

ANDREA DE CARVALHO, Mani 2015, ceramica smaltata  e carta

ANDREA DE CARVALHO, Mani 2015, ceramica smaltata e carta

 

 

L’uso di elementi ingombranti, bizzarri o colorati, costituisce un altro escamotage per ricreare un ritmo formale, e rendere questi lavori simbolo di un’esistenza che rinasce sotto una nuova veste. Un’incontenibile forza generativa, sinonimo del concetto di Arte, che Andrea ripropone ad ogni nuova creazione, diviene l’espressione di quell’istinto da cui tutto ha origine, tra suggestioni erotiche, desideri implacabili, emozioni.

ANDREA DE CARVALHO, Araldica, ceramica smaltata  terzo fuoco, rete di ferro, cristallo

ANDREA DE CARVALHO, Araldica, ceramica smaltata terzo fuoco, rete di ferro, cristallo

 

Tematiche, spesso oggetto o soggetto delle opere dell’autrice brasiliana, in cui l’Amore simboleggia quel fiat da cui tutto diventa un esserci per esistere. Un concetto riproposto anche nel gigantesco Lampadario Agua in cui l’uso dell’acqua non potrebbe non ricordare il concetto di vita inteso come nascita-origine. Opera dalla duplice funzionalità, in cui un lampadario barocco si trasforma in sorgente capace di rapire lo spettatore attraverso le sue imponenti dimensioni e suggestioni cromatiche”. (Caterina Ianni da cat.)

 

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ANDREA DE CARVALHO, Lampadario Agua, ceramica smaltata terzo fuoco, ferro, rete da pesca, corda, pompa d’acqua, luci

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Baryons is the emblematic story of countless renaissances. The Brazilian woman Andrea De Carvalho, guided by a practical expressive energy, puts her masterly hands at the service of creation. An imperative through which she donates a new existence to what’s been used, dismissed, abandoned; reformulation of metaphorical human residues that come to light as uncontrolled emotions. Joining pieces becomes an unique experience, whose result materializes in the indivisibility of its parts, articulated according to a harmonic composition principle. Gestures are creative acts in which the artist, shaman of this ritual, uses materials full of awesomeness and tied to past lives through different levels of time. These are works revealing memories of her journeys and of her own original identity, united to her Italian life experience and to the strong relationship with Art started as a child, thank to her mother painter. An apparently ruled-by-Chaos condition, that Andrea dominates following a clear composition project.

Her artwork “Baryon” represents the topic expression of the reformulating and recreating gestual art: a modern mosaic with so much charming shapes, in which different cultures and fragmented materials coexist at the same time. A ceramic mannequin, on which a mysterious figure is placed, wears a wide skirt made with journal-fabric retails: perfect creative harmony in which the common denominator is the expressive lyricism of Andrea, who is always able to make actual and communicative works, never letting them be slaves of an ancient, unknown, unreachable reality as it happens in Surrealistic Art. The experience of an astonishing beauty dedicated to excess, because spelt by the composition rhythm of different materials, figures, objects, colours or symbols, that are able to coexist via artist’s unique vital breathe. A huge heart named “Time goes by” is the sizzling explosion of elements, as metaphorical notes of a formal symphony in which can live together unmusical, opposite terms, but never damaging its composition structure. So we see explosives that become the substrate of this giant heart, and again varnishes, forks, knives, bolts, coins, tapes, becoming anatomic parts of faces in which we can recognise primitive post-modern shapes. In the “Cabeças” series, ceramic half-busts luxuriously coloured in red, gold, white or black, the artist takes her inspiration from the primitive civilizations totems, to create figures that are the expression of modern and actual gods. Shapes realized through the application of common objects, that once they’re deprived of their original utilization, they become the decorative structure of the sculptures. A marvellous machinery of creation, experienced by metamorphosis concept and revealed through an “in fieri” manual skill. In the act of shaping the materials, either as ceramic to model, or as fabric to cut and put together, the creator can see appearing a definitive imagine in which are mixed together suggestions, figures or different quotes. This approach that Andrea inherited by the multicultural identity of her Brazil, can be intended as a “tropicalism” used in function of a baroque language that tells about magnificence and excess. A poetics whose characteristic feature realizes itself in the research of a formal dynamism, experimented by the use either of luxurious colours or light reflecting materials. In this way the brilliance effect seems to give movement to each tile that composes the artwork, as the huge baroque chandelier, able to own the space also by the powerful light discharge coming from every piece. At the same time, the artist uses dynamic poses, which are expressions of the passage from oblivion to existence in the world. The ironic ceramic work dedicated to hands, seems to transmit the wish to exist in form of gestures through which communicate something to viewers. Using bulky, bizarre or colourful objects, is a way to give the work a formal rhythm, totally refusing the static nature, making of these artworks existences that reborn to new life: the powerful generative strength, equivalent of the idea of art, that Andrea represents in all her new creations, is inspired by love. The erotic suggestions, the relentless desires, the emotions are often subject in the artist’s works. Love symbolizes the pushing origin from which everything starts to exist. Nothing more than water could represent life, intended as a birth that Andrea in the Aqua Chandelier turns to living matter. A work of really huge size in which the colours and the powerful light, as the shapes and so the contents, will attract the spectator being there to testify the turning of the chandelier into a real water spring.

Caterina Ianni

 

 

 

 

 

 

 

 

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